Il libro è esposto in ogni libreria, avvolto in un nastro giallo che ricorda a quanti si fermano a sfogliarlo, indecisi se acquistarlo o meno, che è stato, niente di meno, finalista al Premio Strega 2026.


Ma non è per questo che l’ho preso tra le mani, acquistato e letto.


È quel volto, dai lineamenti perfetti, quell’aria misteriosa…e quegli occhi verdi, che ovunque vai sembra che ti seguano, ad aver attirato la mia attenzione.

Il romanzo la sonnambula narra la storia di una donna che, da giovane, in modo casuale e del tutto imprevedibile, cadeva in trance e aveva delle «visioni» che, se interpretate nel modo giusto, finivano per avverarsi.

Il tutto accadeva alla presenza di testimoni, che contribuirono a diffondere la fama delle sue straordinarie, presunte, capacità percettive.


Da adulta, con un matrimonio alle spalle e per sfuggire al marito violento, si trasferisce in un paese della Sardegna dove nessuno la conosce; li’, decide di trasformare la propria dote in un’occasione di guadagno e apre uno studio, mettendo le sue particolari capacità al servizio di chi è disposto a consultarla.

Le visioni, come lei sa bene, non arrivano a comando e lo “spirito guida” che lei invoca durante le sedute, altro non e’ che la sua straordinaria abilita’ a ingannare le persone e a dir loro quello che probabilente si aspettano venga detto.


La nostra sonnambula, tuttavia, e’ una persona buona (con quel viso e con quegli occhi non potrebbe essere diversamente) che partecipa alle disgrazie di chi si rivolge a lei, e sono tante le volte un cui ne rimane turbata; comunque, a furia di farsi coninvolgere emotivamente, finisce con l’innamorarsi di uno dei suoi clienti più affezionati.


Il finale e’ degno di una favola d’altri tempi anche perché’ facilmente prevedibile, senza ricorrere all’aiuto di nessuna veggente.


L’autrice rappresenta bene quello spaccato della societa’ della fine dell’ottocento, dove e’ netta la distinzione tra classi sociali: aristocratici, borghesi e plebe ( che ripetutamente nel romanzo viene ricordata); tutta questa umanita’, tuttavia, al di la’ di ogni stato sociale, e’ accomunata dalla medesima ignoranza, dalle medesime paure, dagli stessi pregiudizi. Da qui il ricorso ” all’ occulto”, ” alla sonnambula” che vede, attraverso il suo spirito guida, il futuro, che ti rassicura sulla vita, che ti indica la strada.

Non illudiamoci, la stessa cosa avviene ai giorni nostri .

Sono tanti i clienti delle “sonnambule”, nel libro, come nella realta’, ieri, come oggi, perche’ in fondo la nostra e’ una umanita’ molto piu’ fragile di quanto si pensa.


Il racconto potrebbe essere interessante, ma l’autrice si dilunga in particolari che non sono funzionali alla storia, con un linguaggio semplice, forse troppo, che per voler essere troppo preciso nei dettaglio finisce per essere prolisso, perdendo di vista la trama.

Non credo che mi farei nuovamente conquistare da quello splendido volto.

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