Questo libro inganna il lettore, perché da un titolo così banale non ci si aspetterebbe mai la prepotenza necessaria per scavare dentro come un coltello, fino ad arrivare ai tuoi genitori, alla tua vita, alle volte in cui ti sei accontentato e a quelle in cui hai sentito qualcosa e poi mai più.
Sasha ha sedici anni e si ritrova nel mondo con qualche ammaccatura che la fa sentire sbagliata, guasta. Alessandra ne ha quarantuno e questa ammaccatura non è passata. Anche se la sua vita appare perfetta, sotto quella patina soffocante c’è una persona che è stata vista solo una volta.
E forse questo libro non parla di storie d’amore o di famiglie, ma di sguardi
Infatti l’arte ha bisogno di sguardi attenti per essere sentita e non solo guardata, e proprio l’arte accompagna la vita di Sasha e poi di Alessandra.
La prima disegna muri da abbellire sul suo quadernino e tutti, proprio tutti, hanno una crepa: non lo sapeva nemmeno lei, finché Fabio non gliel’ha fatto notare.
Alessandra, invece, insegue un artista che dipinge murales partendo sempre da una crepa a cui dare vita.
Il legame tra queste quattro persone è più stretto di quanto possa sembrare, e non intendo rovinare la sorpresa al prossimo lettore, ma più di tutto, ciò che li unisce è proprio una crepa.
Una piccola spaccatura, una cicatrice, un solco nell’anima. Una parte che potrebbe sanguinare e con cui comunque bisogna convivere.
Dicono che “c’è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce” e questo subito mi fa pensare ai giapponesi e al loro kintsugi, che poi chissà se è vero che lo fanno: dipingere d’oro le crepe delle cose che si rompono.
Forse il problema è che siamo persone e non vasi, e abbellire le nostre crepe spesso diventa un riattaccare in fretta e furia per andare avanti. Eppure lo spacco c’è, la frattura è lì. Ha solo bisogno di essere resa bellissima.
Così da una ferita può uscire arte.
A volte pure solo vivere è arte, anche se colori usando solo il nero.
Anche se disegni sui muri del mondo.
Anche se metti in disordine tutta la tua vita per far vedere alla te di sedici anni che non era rotta.
Questo libro e il kintsugi li consiglierei nel caso in cui qualcuno si sentisse rotto.
Con quella crepa fai spazio alla luce.