È un thriller che scorre a ritmo lento, al punto che finisci per abituartici. Poi, all’improvviso, arriva la scena che ti fa sobbalzare sulla sedia.
Lowen, scrittrice anonima, viene ingaggiata come ghostwriter di Verity, brillante e affermata autrice di romanzi gialli, caduta in coma in seguito a un incidente e ormai ridotta a uno stato semivegetativo. Non si muove, non parla, sembra completamente estraniata dall’ambiente che la circonda. Per cercare di carpire ogni segreto della popolare scrittrice e riuscire a imitarne lo stile, Lowen si trasferisce nella villa di Verity, dove vivrà sotto il suo sguardo «assente» fino alla pubblicazione del libro.
Le due attrici protagoniste, Dakota Johnson, nel ruolo di Lowen, e Anne Hathaway, in quello di Verity, sono impareggiabili per bravura e presenza scenica.
La Johnson sa essere fragile e problematica nella prima parte del film, per poi mostrarsi via via più forte e sicura di sé. Ma è la Hathaway a mettere i brividi. Anche troppi per i miei gusti.
Il film riesce a tenere alta la tensione, ma, a parere di chi scrive, il finale, un po’ contorto e anche incoerente, lascia qualche perplessita’ di troppo. Ci avrei visto un epilogo diverso, che sembrava lì, a portata di mano, ma che il regista — e probabilmente anche chi ha scritto il libro da cui il film è tratto — si sono lasciati sfuggire. Eppure, soltanto un finale diverso avrebbe dato un senso compiuto a quanto accade all’inizio del film.
Il punto chiave della storia è il rapporto tra l’autore e i personaggi che crea. Quanto c’è dello scrittore nei personaggi di un libro? Siamo soliti dire che in ognuno di loro si nasconde una parte dell’autore: magari quella più oscura, indicibile, che si tiene celata per pudore o per vergogna. Ma potrebbe esserci anche l’esatto contrario: lo scrittore potrebbe riversare nei propri personaggi non ciò che è, bensì ciò che non vorrebbe mai essere, una sorta di aberrazione di sé stesso. Non il proprio io, dunque, ma il suo rovescio, la negazione della propria identità.
Un consiglio: non affezioniamoci troppo ai personaggi di questo film, perché non sono mai davvero ciò che sembrano. E la delusione può essere grande.
In fondo, forse, mai nessuno dice la verita’.
Purtroppo, fare i conti con la finzione e le bugie fa parte della vita! Sicuramente a lungo andare questo stile di vita non regge, davanti a troppe maschera prima o poi si crolla! Deve essere interessante questo film!