Una di famiglia non è certo uno dei thriller migliori che si possano vedere, ma resta un film coerente con la filmografia del suo regista, dove l’aspetto umoristico e grottesco tende spesso a prevalere sulla vera tensione o sul terrore puro. Chi si aspetta un horror classico o un thriller ad alta adrenalina potrebbe rimanere spiazzato, perché il film gioca continuamente con le aspettative senza mai spingersi davvero fino in fondo.
La trama è comunque interessante e ben costruita. Millie, una giovane in fuga dal proprio passato, accetta un lavoro come domestica nella lussuosa villa della famiglia Winchester pensando sia un’occasione per ricominciare. Ma dietro la facciata perfetta di questa casa elegante si nascondono segreti inquietanti, personaggi oscuri e ossessivi. Alcune scene sembrano il preludio di un horror autentico, carico di inquietudine, ma non sarà così È come se il film promettesse continuamente una svolta oscura che in realtà non ci sarà mai.
Amanda Seyfried e’ sofisticata, complessa e inquietante nello stesso film; solidarizzare con la turbolente Millie, interpretata da Sydney Sweeney, non è operazione facile; la piccola Cecilia sembrerebbe avere lati oscuri; Andrew, il protagonista maschile interpretato da Brandon Sklenar, è rassicurante.
Tuttavia nulla è come appare…
In fondo Una di famiglia è il film delle apparenze: i personaggi sembrano una cosa e invece sono altro, così come il film stesso, che sembra voler essere un buon thriller o un buon horror senza appartenere davvero né all’uno né all’altro. Proprio per questo, è un’opera fedele al suo regista, nel bene e nel male, e va accettata più per quello che è che per ciò che promette di essere.




