La Grazia di Paolo Sorrentino è un film denso e meditativo, tanto lungo quanto lo sono i pensieri, le riflessioni e le attese che abitano il suo protagonista. Al centro della narrazione c’è il Presidente della Repubblica, interpretato in modo magistrale da Toni Servillo, capace di incarnare il peso del potere, il silenzio del dubbio e la solitudine delle decisioni irrevocabili.
La storia si apre con la presentazione al Presidente di due richieste di grazia da parte di detenuti condannati per omicidio e con il suo rifiuto a promulgare una legge sull’eutanasia. Fin dall’inizio il film pone lo spettatore di fronte a questioni morali complesse, senza mai offrire risposte semplici. Sorrentino ambienta il racconto in un futuro prossimo con un Papa nero e cani poliziotto elettronici che sorvegliano le strade.
Il secondo punto centrale è il personaggio della figlia del Presidente. Donna colta e rigorosa, ha sacrificato la propria vita agli studi giuridici e al sostegno del padre, rinunciando a esperienze personali e sentimentali. Nel colloquio con una detenuta, però, si apre una frattura profonda: la donna prende coscienza del vuoto della propria esistenza, di non aver mai amato davvero, di non aver mai vissuto con intensità. È uno dei momenti più toccanti del film, perché mostra come il rispetto delle regole e il culto del dovere possano diventare una forma di auto-negazione.
Il terzo tema che attraversa il film è proprio questo: l’illusione che una vita dedicata esclusivamente allo studio, al potere o al senso del dovere possa anestetizzare i sentimenti. Sorrentino dimostra il contrario. I sentimenti non solo esistono, ma sono fortissimi, pronti a riemergere e a sconvolgere equilibri che sembravano immutabili. Anche nei palazzi del potere, anche dietro le cariche più alte dello Stato, l’essere umano resta fragile, attraversato dal desiderio, dalla gelosia, dalla passione.
La Grazia è quindi un film esigente, che contiene una riflessione profonda sul potere e sugli uomini che detengono il potere, sulla responsabilità e sul prezzo umano delle scelte.


