Bruciante segreto” racconta le vicende di un affascinante barone che, per sottrarsi alla noia di una vacanza in un albergo termale, decide di sedurre una avvenente donna. Per avvicinarla sceglie la strada più semplice e, al tempo stesso, più crudele: conquistare l’amicizia del figlio Edgar, un ragazzino fragile e solitario. Quando, però, il bambino non gli serve più, il barone lo abbandona senza alcun riguardo. È allora che Edgar, pur senza comprendere fino in fondo ciò che sta accadendo, intuisce che tra sua madre e quell’uomo esiste un segreto e farà di tutto per scoprirlo.

A mio avviso, Bruciante segreto è innanzitutto il romanzo dell’inganno.

Il primo a essere tradito è  Edgar. Il barone gli offre un’amicizia che in realtà non esiste: il bambino non è un fine, ma soltanto un mezzo per arrivare alla madre. Per Edgar, invece, quel rapporto rappresenta una scoperta assoluta. Per la prima volta si sente scelto, ascoltato, importante agli occhi di un adulto che ammira profondamente. L’entusiasmo con cui vive quell’amicizia è totale. È felice, ma anche inquieto. Vorrebbe essere all’altezza del barone e si domanda cosa possa offrirgli in cambio. Con un coetaneo condividerebbe i suoi piccoli tesori — i francobolli, le pietre raccolte durante le passeggiate, gli oggetti preziosi che popolano l’universo di ogni bambino — ma davanti a quell’uomo elegante e sicuro di sé tutto questo gli appare improvvisamente insignificante. Persino dargli del tu gli sembra impossibile.

È in questo momento che Edgar avverte, forse per la prima volta, il peso della propria infanzia. Vorrebbe crescere subito, diventare adulto, colmare quella distanza che sente insuperabile.

Ma il tradimento non arriva soltanto dal barone.

Anche la madre, senza rendersene conto, finisce per tradire la fiducia del figlio. Attratta dal fascino del barone e coinvolta nel gioco della seduzione, utilizza la propria autorità per allontanare Edgar: lo manda a dormire, inventa pretesti, cerca continuamente occasioni per restare sola con il suo corteggiatore. Agli occhi del bambino questo comportamento è incomprensibile e doloroso. Nessuno gli spiega cosa stia accadendo, e proprio questo silenzio rende la ferita ancora più profonda.

Non bisognerebbe mai ingannare i bambini, perché i bambini, prima o poi, scoprono l’inganno e, insieme ad esso, perdono la loro innocenza. E un giorno rischiano di diventare proprio come quegli adulti che li hanno traditi.

Da quel momento Edgar cambia. Non conosce ancora la natura del rapporto tra sua madre e il barone, ma comprende di essere stato escluso. E questo basta perché l’ammirazione si trasformi in odio e l’amore filiale lasci spazio al risentimento.

Il romanzo è poi il racconto della crescita.

Attraverso il dolore Edgar entra improvvisamente nel mondo degli adulti. È un ingresso violento, privo di qualsiasi gradualità. Durante il viaggio in treno comprende che gli altri non sono semplici comparse nella sua esistenza, ma individui con desideri, debolezze e contraddizioni. Il mondo perde l’ordine rassicurante dell’infanzia e acquista la complessità della vita vera..

Ma è anche una crescita per la madre che, grazie a Edgar, rinuncerà alle proprie avventure sentimentali e dirà addio alle sue fugaci concupiscenze. Nell’abbraccio con il figlio ritrovato riscoprirà un amore autentico, destinato ad accompagnarla per il resto della vita.

Per questo motivo credo che il “bruciante segreto” evocato dal titolo non sia soltanto la relazione clandestina tra i due adulti.

Il vero segreto è la vita stessa.

Una vita che non conosce personaggi perfetti, ma soltanto esseri umani che vivono e che sbagliano.

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