L’appuntamento di Piergiorgio Pulixi è un breve (solo 168 pagine), ma intenso thriller psicologico, pieno di colpi di scena, che si legge in mezza giornata, presi dall’incessante foga di conoscere il finale di ogni capitolo.
È un caso editoriale: la prima edizione uscì nel 2014 e le copie del libro furono vendute subito, tanto che nelle librerie divenne introvabile. Nel mercato dell’usato, il costo di una copia si aggirava (vedi eBay) sui 250 euro. Questa, uscita del 2026, è quindi una seconda edizione.
Per metà del libro, i due protagonisti, lui e lei, sono uno di fronte all’altra, seduti al tavolo di un ristorante.
Non si erano mai visti prima, ma la loro conversazione è tutt’altro che noiosa.
Tra calici di buon vino e musica jazz in sottofondo, iniziano un gioco crudele in cui sembra essere solo lui a condurre la partita. Lui la ricatta, scava nei suoi segreti più torbidi e la costringe a compiere azioni umilianti.
Lei può scegliere, ma non può sottrarsi alle conseguenze delle sue scelte.
Teme il male che lui le farà; è una pedina nelle sue mani, in un gioco che sembra non finire mai.
Ma i giocatori sono due e nulla di ciò che accade è prevedibile.
La storia riparte dopo la cena e noi conosceremo meglio i due protagonisti: la torbida vita di lui, dietro una facciata di perbenismo, e le debolezze di lei.
Il finale è un crescendo di suspense ed emozioni forti, perché le vite dei due ormai sono legate e finiranno per rincontrarsi, in un gioco che, alla fine, nessuno dei due sarà contento di aver giocato.
La questione al centro dell’attenzione in questo romanzo è la facilità con cui oggi si entra in possesso delle informazioni che riguardano altre persone.
La domanda è: quanto della nostra vita è presente sul web?
La risposta è: tutto!
Pensiamo alle foto che postiamo su Facebook, Instagram e sugli altri social network; alle informazioni che forniamo nel momento in cui creiamo un nostro profilo social; alle nostre conversazioni nelle varie chat: WhatsApp, e-mail, Meet, Telegram, Messenger.
Pensiamo ai contratti online che stipuliamo: telefonia, luce, gas, polizze vita e infortuni.
Pensiamo ai siti di acquisti online a cui accediamo; ai conti correnti bancari, alle carte di credito, al bancomat, alle assicurazioni; alle librerie virtuali, ai giornali online che leggiamo, ai contratti televisivi che stipuliamo; agli hard disk in cloud, alle mappe che consultiamo durante un viaggio, alle ricerche su Google, alle domande che rivolgiamo all’AI, alle immagini online che guardiamo, ai video e alla musica.
Insomma, tutta la nostra vita è sul web.
Se qualcuno potesse vedere quello che facciamo online, attraverso il PC o il telefono, saprebbe tutto di noi: le nostre abitudini, le preferenze politiche, sportive, letterarie, culinarie, sessuali, ecc. Conoscerebbe i codici di accesso a tutti i nostri profili, il numero della nostra carta di credito e i nostri codici di sicurezza.
È vero, ci proteggiamo con password, spesso sempre meno complicate (per una certa fiducia nei sistemi e, per quanto mi riguarda, per una certa pigrizia), che dovrebbero chiudere a chiave le porte della nostra vita online.
Ma se il ladro fosse già dentro i nostri sistemi? Basta un falso messaggio, travestito da aggiornamento del sistema: noi clicchiamo e gli apriamo la porta di casa. Un programma gli consentirà di sottrarre tutti i nostri dati, leggere i nostri codici e le nostre password, entrare nei nostri PC, smartphone, tablet e così via.
Ecco, da quel momento consegniamo la nostra vita a lui, che potrà ricattarci, dominarci, costringerci a fare cose che non avremmo mai fatto in vita nostra.
Il libro l’appuntamento ci parla proprio di questo: di quanto sia fragile il confine tra la nostra vita privata e quella digitale, e di come le informazioni che disseminiamo ogni giorno in rete possano trasformarsi in uno strumento di controllo nelle mani di qualcun altro.
Vi assicuro che ciò che vi ho raccontato è solo una minima parte di ciò che troverete in quelle “sole” straordinarie 168 pagine.