Il film Le cose non dette di Muccino racconta le difficoltà dei rapporti di coppia, la noia che può insinuarsi nelle relazioni sentimentali dopo molti anni e la fatica quotidiana dello stare insieme. Al centro della storia c’è la relazione tra Carlo, cinquantenne scrittore e docente universitario, ed Elisa, brillante giornalista interpretata da una sempre più convincente Miriam Leone.
Il loro è un rapporto intenso, passionale ed esclusivo, che però con il tempo muta e Carlo non si adattta a questo cambiamento. Il passare degli anni e una mancanza mai elaborata contribuiscono a un lento logoramento. È una crisi priva di esplosioni, direi inevitabile.
Carlo, però, conosce un’altra donna: Blu, bella e giovane, una sua studentessa che lo ammira, gli è devota e alla quale si abbandona in una relazione passionale. Deve scegliere tra le due, ma non vuole farlo: forse le ama entrambe, forse è semplicemente troppo vigliacco.
Così le cose non dette prendono il sopravvento
L’altra coppia è quella formata da Paolo, amico fraterno di Carlo, e sua moglie Anna. Il loro rapporto è diverso, nella sostanza quasi inesistente, minato da una profonda diversità caratteriale emersa nel corso del matrimonio. Restano insieme per la figlia, una tredicenne che la madre si ostina a considerare una bambina
A Tangeri, dove le due coppie vanno in vacanza, Carlo comprende cio’ che desidera, ma dovrà fare i conti con il fatto che non esiste solo lui, esistono gli altri, con i loro sentimenti, la loro vita che reclama felicità.
E così le cose non dette gli si ritorceranno contro.
Muccino è magistrale nel descrivere il malessere di una generazione, quella dei cinquantenni di oggi, cresciuti nel benessere economico ma attraversati da continue crisi esistenziali che si riflettono nei rapporti di coppia, travolgendoli in passioni che li fanno sentire vivi: cinquantenni che stanno insieme ma in realtà sono soli.
Gli attori sono tutti straordinari; una menzione particolare merita la Crescentini per l’interpretazione di un personaggio paranoico, maniacale e isterico.
Il film si chiude con un finale che mette in luce il senso di irresponsabilità di tutti.



