Il Ciclone Harry, che tra il 19 e il 21 gennaio 2026 ha flagellato le coste del Sud Italia con venti fino a 100-110 km/h, ha messo in luce da un lato la fragilità del territorio e dall’altro una profonda mancanza di buon senso da parte di qualcuno.
Mentre le onde, alte fino a otto metri, “divoravano” litorali e strade in Sicilia, Calabria e Sardegna, danneggiando abitazioni e attività lavorative, numerosi video apparsi sui social hanno mostrato persone ferme sui moli o a ridosso dei lungomari intente a scattarsi selfie o a registrare video ravvicinati della mareggiata.
In diverse località, nonostante l’allerta rossa, i divieti delle autorità e i presidi delle forze di polizia, singoli individui, ignorando ogni avvertimento e senza alcun riguardo per chi in quel momento stava per perdere tutto, hanno trasformato il pericolo in uno spettacolo.
Il bilancio del Ciclone Harry è pesantissimo: i litorali della costa ionica calabrese, così come quelli del Siracusano, del Catanese e del Messinese, sono stati messi in ginocchio. Attività di ristorazione, abitazioni e lidi marini completamente devastati; famiglie distrutte dalla perdita economica subita.
Le immagini di persone che si riprendevano sorridenti e divertite mentre “sfidavano” il mare contrastano con la sofferenza causata dalla furia delle onde.
Anche a volere andare oltre questo aspetto, colpisce come in questi comportamenti la percezione del pericolo e della minaccia mortale sia stata annullata dal desiderio di apparire sui social o di condividere uno scatto singolare con amici su WhatsApp.
Il Ciclone Harry del 2026 rimarrà nella memoria collettiva per la distruzione economica e ambientale lasciata alle spalle. Tuttavia, le immagini di chi sorride davanti a onde alte metri mentre case e aziende vengono sommerse sollevano una domanda cruciale: fino a che punto la dipendenza digitale sta erodendo il nostro senso di umanità?



Un articolo molto interessante che sensibilizza sull’argomento delicato delľuragamo harry andando a sottolineare l’incoscienza di coloro che, irresponsabilmente, hanno sfidato un così grande pericolo.
Consiglio la lettura per tutti coloro che vogliono farsi un’ idea propria.