Il nuovo caso di Fornacette riporta in primo piano una questione ormai evidente: in alcuni supermercati si continua a chiedere al personale di cassa compiti che nulla hanno a che fare con le mansioni contrattuali. Come riporta il Corriere della Sera del 4 dicembre 2025, una cassiera con 36 anni di esperienza è stata sospesa per dieci giorni senza retribuzione per non aver individuato un mascara nascosto in una confezione di castagne, un espediente predisposto dall’azienda per il cosiddetto “test del carrello”.
La dinamica è nota: un prodotto occultato, il passaggio alla cassa, la contestazione disciplinare. Ma il nodo non è l’errore: è la pretesa di trasformare figure tecniche e di servizio in addette alla sicurezza, senza formazione, strumenti o adeguamenti contrattuali. Il messaggio è chiaro: ogni mancanza sarà sanzionata.
La questione politica e sindacale riguarda la continua aggiunta di responsabilità. A una cassiera — già impegnata nella gestione del denaro, dei pagamenti e dei ritmi di vendita — si chiede di svolgere anche attività di controllo sul furto, che richiederebbero protocolli e tutele precise. Tutele che non sono previste. Se la prevenzione delle perdite è una necessità, spetta all’azienda dotarsi di addetti alla sicurezza o dispositivi antitaccheggio, non delegare compiti impropri al personale.
Non esiste infatti alcuna garanzia per chi, pur senza compiti di vigilanza, viene spinto a riconoscere comportamenti sospetti e applicare logiche investigative che non appartengono al proprio ruolo. Tutto questo mentre le retribuzioni restano immutate e nessuna protezione aggiuntiva viene prevista.
Il caso di Fornacette non è isolato: è l’ennesima conferma di una deriva organizzativa che scarica verso il basso compiti e rischi. E riguarda non solo le cassiere, ma tutti i dipendenti: responsabilità che aumentano, tutele che non crescono. Un modello che trasforma il lavoro ordinario in un accumulo di incarichi aggiuntivi privi di riconoscimento, lontani dal profilo professionale originario.




Questa tendenza di scaricare la responsabilità sull’ultimo anello della catena è una moda della società moderna. Più sei bravo ad accusare gli altri, più vai avanti.
Aspettiamo che tornino la ragione e i veri capitani.