Made in Italy è uno spettacolo teatrale portato in scena da Barbara De Rossi, accompagnata da tre straordinarie musiciste. È un viaggio narrato del nostro bel Paese, con i suoi monumenti, i panorami, le piazze, la musica, la poesia; è un viaggio che parte dalla Sicilia per arrivare in Lombardia e ci fa comprendere la straordinarietà delle regioni in cui viviamo, la storia delle nostre origini, l’arte che spesso si presenta davanti ai nostri occhi senza che ce ne accorgiamo.
Barbara De Rossi è una magistrale attrice, che conosce i dialetti e le intonazioni, che dà voce ai poeti della nostra Italia ed è capace, pur rimanendo fedele alla propria identità artistica, di interpretare poesie e anche canzoni che sono diventate vere e proprie colonne sonore delle nostre città più belle, cantate ovunque, da nord a sud.
Ieri, al Teatro Comunale di Lamezia Terme, dinanzi a un esiguo numero di spettatori e senza neanche un rappresentante delle istituzioni cittadine, Barbara De Rossi ha portato in scena l’Italia.
Il teatro di una città è il luogo della gioia, della cultura, degli incontri, della spensieratezza, della riflessione. Il teatro è la parte della città che si apre al mondo, alla conoscenza; gli attori, portatori di conoscenza, sono ospiti sempre graditi che ci fanno vedere altri orizzonti.
La comunità cresce non solo se si riparano strade — che peraltro non si riparano — o si rendono efficienti i servizi pubblici — che nella nostra città latitano — ma se si sostengono le iniziative culturali.
Gli amministratori della città, temporanei rappresentanti della comunità, hanno il dovere di accogliere chi arriva e sale sul palcoscenico. A volte basterebbe semplicemente esserci, senza proclami e senza voler rubare la scena, per far comprendere agli artisti che giungono tra noi che la loro presenza è sempre apprezzata, perché porta beneficio alla collettività, anche quando quella collettività è, purtroppo, come nel caso di ieri sera, esigua.
Cosa fa uno scrittore quando scrive un libro che leggono pochi lettori?
Cosa fa un cantante se la sua musica è ascoltata da poche persone?
O un pittore, se un suo dipinto non ha successo?
Cosa succede a un artista quando una sua opera non è adeguatamente apprezzata per l’impegno profuso?
Ieri ho avuto la risposta osservando ciò che fa una brava attrice al termine di uno spettacolo raffinato e di spessore, per il quale ha dato tutta se’ stessa, ma senza ricevere la giusta gratificazione di pubblico, essendo il teatro semi deserto.
Saluta e ringrazia il suo pubblico, anche quello che non c’è e che ha fatto male a non esserci, perché avrebbe goduto di un indimenticabile momento.
Saluta iniziando dalla galleria dove non c’e’ nessuno e inchinandosi ai pochi della platea, sorride, esce dal palco per poi ritornare, accolta dagli applausi dei pochi presenti e immaginando anche quelli degli assenti, che avrebbero dovuto esserci.
Viviamo nell’era dei social, dove esprimiamo le nostre idee — alcune buone, altre un po’ meno — attraverso brevi post o fotografie; siamo vittime dei followers, dei like e dei cuoricini.
Cosa succede se si ha una buona idea, se si crede in quella buona idea… ma i like sono pochi, i cuoricini ancora meno e i followers ti iniziano ad abbandonare?
Si continua, si persevera, si migliora e intanto si ringraziano i pochi che già ci sono e anche quelli che non sanno cosa si perdono.




Purtroppo l’educazione al bello, alla conoscenza della vera bellezza delle cose che si apprezza soltanto vivendola ripetutamente ormai coinvolge pochi. La noia ha preso il sopravvento e il gusto del brutto, dell’arido, che non lasciano tracce dentro, solo superficialità e arroganza. E l’uomo si sta nuovamente imbarbarendo.
Caro Giuseppe. Non conoscevo le abilità di attrice di teatro di Barbara De Rossi. Pensavo fosse solo una discreta attrice televisiva. Aldilà di questo una parte di colpa la attribuisco alla politica di marketing del teatro stesso che dovrebbe ben promuovere le sue rassegne. Quelle poche volte che ho assistito a spettacoli al teatro Grandinetti vi era sempre tanta gente. Ricordo uno spettacolo del pianista Bollani in piena pandemia con platea piena. Se ben promossa una rassegna teatrale attira sempre la parte colta o curiosa di una comunità che credo sia consistente in ogni angolo del mondo